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Archivio per la categoria ‘Opera’

  • Il Barbiere di Siviglia

    Data: 02.08.2009 | Categorie: Alessandro, Mauro, Opera, Vita quotidiana | Risposte: 7

    La messa in scena del Barbiere mi è piaciuta un sacco, in passato avevo già avuto modo di apprezzare le idee di Hugo de Ana quando ho visto i suoi Racconti di Hoffmann al Teatro Filarmonico di Verona (parliamo di un giusto quantitativo d’anni nel passato), e la sua visione del Barbiere mi ha entusiasmato.

    Mi sarei portato a casa volentieri le immense rose di cartapesta, con le loro farfalle gigantesche che i figuranti facevano volitare di tanto in tanto; l’idea di usare delle siepi al posto delle pareti di casa si riallaccia molto ad un mio sogno, bizzarro e secondo molti un po’ suonato, di farmi una stanza con il pavimento d’erba (e che ci vuole? Basta coibentare ed impermeabilizzare ben bene il pavimento, meglio se la stanza è al pianterreno per via del peso non indifferente del terriccio).

    Anche i costumi erano molto curati: fantastici e fantasiosi, ma con una logica; Ale mi ha fatto notare che è una delle poche volte che vede usare degli abiti del giusto periodo in cui è stata scritta commedia (Beaumarchais l’ha messa in scena la prima volta nel 1775). Non ho invidiato per nulla i poverelli che dovevano recitare con un caldo tropicale avvolti in broccati e velluti, ma mi sono goduto lo spettacolo, anche aiutato da una leggera brezzolina che spirava ad intermittenza aiutandoci a reggere la calura che emanava dai pietroni dell’arena. Ancora verso mezzanotte le gradinate su cui posavamo le reverende chiappe erano a temperatura più elevata di quella corporea.

    La sorpresa finale dello spettacolo di fuochi d’artificio nel finale dell’ultimo atto è stata molto gradita, mi ha divertito parecchio e nella cornice sia dell’arena sia delle scene s’incastrava alla perfezione.

    Tra il cast segnalo un giovane mezzosoprano che si chiama Francesca Franci, nel ruolo di Berta, che ho scoperto avere in repertorio anche La Belle Hélène (non ho dettagli maggiori, penso probabilmente si tratti del ruolo di Bacchis, la suivante di Elena, ma anche Oreste è un mezzosoprano, ruolo en travesti). Per conto mio, una che ha Offenbach in repertorio merita di essere seguita, allons-y donc. 

    L’opera ha di per sé, per com’è strutturata, alcune parti più lente di altre, ma devo dire che nel complesso ha tenuto un buon ritmo nonostante il leggero abbiocco che ci stava colpendo quando il Conte e la Rosina sbrodolavano di amore eterno: ma si sa che io amo più la parte caciarona che quella pseudo romantica ed introspettiva.

 

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