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La comunità
Da quando mi sono trasferito sono entrato in quella che possiamo definire come vita di cortile: è molto simile alla vita della terrazza che vediamo in quel graziosissimo film che è “Le fate ignoranti”.
La casa in cui vivo è ricavata da una vecchia villa (quella nella foto a fianco è una delle facciate), costruita probabilmente verso la metà del ‘700 da quello che sono riuscito a scoprire nella pagina dedicatale nel sito dell’Istituto Regionale delle Ville Venete, ma i dati sono un po’ troppo scarni e spero di scoprire qualcosa di più in futuro. So solo che la parte in cui vivo era quella della bassa corte, che nel corso del tempo è stata divisa dal corpo centrale dall’apertura di una strada, che poi è quella di casa mia. Il risultato è che ne sono state ricavate diverse porzioni, paragonabili a degli occhi di portico: la mia, alla quale era annesso anche il pianterreno ma che è stata divisa in due appartamenti indipendenti; poi la casa di Bepi, che comprende la soffitta-granaio che confina con il mio studio, la casa di Mastro Geppetto e Milady, quella della Mula di Trieste, e quella dello zio centenario di Bepi. Tutte affacciano su un cortile, e davanti a questo ci sono i campi, in parte di Bepi e in parte no, e che le famiglie di Geppetto e della Mula usano come orto e luogo di svago col benestare del padrone.Siamo in due a cantare fuori del coro. Io, come ultimo arrivato (e non ancora dotato di una cucina per una serie di motivi) e che già di mio faccio fatica a socializzare con le persone perché sono timido e imbalsamato come un baccalà, a tutto dispetto del mio fare il cazzone; e poi c’è Bepi, che ha un carattere molto ombroso e lunatico, cosa facilmente comprensibile per un anziano che vive solo. Non conto lo zio centenario perché vive in casa di riposo, e torna a casa sua solo qualche giorno durante l’estate.
Le altre due famiglie sono organizzate molto bene e vanno d’amore, e d’accordo al punto che quando una delle due mogli è via per un qualsiasi motivo, l’altra cucina per entrambi i mariti; la Mula di Trieste bada spesso ai figli di Milady, due ragazzini di circa sei e dieci anni che sembrano il Gatto e la Volpe di Pinocchio (più quello di Disnesy che quello di Collodi); quasi tutte le settimane quest’estate si sono fatti delle belle grigliate fuori nell’orto, e hanno impiantato una piscina fuori terra che usano tutti per godersi la stagione estiva. Nello squadrone delle babysitter per il Gatto e la Volpe sono arruolati anche una delle nonne e uno dei nonni, che si occupa anche dell’orto e degli animali da cortile: galline, conigli, caprette, una puledra, un maialino; non illudiamoci, non sono animali da compagnia, ma le munizioni per le prossime grigliate e stufati. Completano il tutto la Minù, la gattina della Mula di Trieste, e la Bianca, la gatta di Milady, che hanno fatto amicizia con i miei e che ogni tanto mi girano per casa, complice la mia abitudine di tenere anche la porta di casa aperta quando sono in casa durante la bella stagione.
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